Lunedì 11 marzo lo spettacolo di Giuliano Scabia e Antonio Cortesi

Giuliano Scabia, ph. Maurizio Conca

Lunedì 11 marzo, alle ore 18, il Lyceum Club Internazionale di Firenze ospiterà lo scrittore Giuliano Scabia, tra i più avventurosi artisti del teatro, che dialogherà con il violoncello del giovane concertista Antonio Cortesi.

Insieme racconteranno la straordinaria vita di Sofia – protagonista del romanzo “L’azione perfetta” -, studiosa della mente e donna d’amore, che attraversa la storia italiana, cercando di adempiere ai compiti che si è data fin da bambina, fra cui quello di ritrovare il padre, troppo presto scomparso, e vincere la morte.

“L’azione perfetta” è il terzo tempo della sinfonia romanzesca di Scabia composta da “In capo al mondo” e “L’acqua di Cecilia”. Siamo nella saga dell’eterno andare, dove si narra dell’avventurosa vita di Lorenzo, violoncellista che suona per gli uomini, le bestie e le piante, e di Cecilia sua sposa, casalinga umile e realista, genitori di Sofia. Protagonista è il violoncello, lo strumento più vicino alla voce umana: durante tutta la vicenda ogni tanto emergono le Suites per violoncello solo di Bach, che segnano il destino dei personaggi. Giuliano Scabia, poeta, iniziatore del nuovo teatro italiano (insieme a Carlo Quartucci, Luca Ronconi, Carmelo Bene, Franco Quadri, Luigi Nono, Bruno Maderna, Sylvano Bussotti e altri) pone, da sempre, a chi legge e ascolta la questione del trionfo della vita sopra ogni desiderio di morte.

Giuliano Scabia, poeta, drammaturgo e romanziere, è stato il protagonista di alcune fra le esperienze poetiche e teatrali più vive e visionarie degli ultimi vent’anni. Ha collaborato con Luigi Nono nella scrittura del “Diario italiano” e de “La fabbrica illuminata”; è stato uno degli iniziatori del Nuovo Teatro (Zip, Biennale di Venezia, 1965) e l’ideatore di situazioni teatrali e comunitarie memorabili, come quella dell’Ospedale Psichiatrico di Trieste (di cui parla nel libro “Marco Cavallo”, Torino, Einaudi, 1976). Negli ultimi tempi ha quasi completato i circa 40 testi (commedie, lettere, poemi, racconti) che costituiscono il ciclo del “Teatro Vagante”, un teatro raccontabile, oltre che rappresentabile, che frequentemente va in giro a recitare da solo, in piccole comunità che si formano per ascoltare, seguendolo a volte in lunghe camminate nei boschi. Il suo lavoro sulla lingua, compiuto anche attraverso la ricerca teatrale, è confluito nei romanzi “In capo al mondo” (Einaudi, 1990), “Nane Oca” (Einaudi, 1992), “Lorenzo e Cecilia” (Einaudi, 2000), “Le foreste sorelle” (Einaudi, 2005), “Il lato oscuro di Nane Oca” (Einaudi, 2019) e molti altri. Nel 1995 ha pubblicato “Il poeta albero” (Einaudi), poesie e disegni, e nel 2003 “Opera della notte”, libri di poesie in cui è racchiusa la forma più intensa del suo itinerario di scrittore, “uno dei pochi e dei migliori che sia dato di leggere” (Folco Portinari).

Antonio Cortesi

Antonio Cortesi si è laureato col massimo dei voti e la lode in violoncello e musica da camera presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena, ricevendo una borsa di studio come migliore laureato nel 2015. In seguito, si è perfezionato in Violoncello nella classe di Orfeo Mandozzi, presso l’Accademia Pianistica di Imola, e con Marianne Chen presso l’Accademia di Pinerolo. Ha partecipato a masterclasses con Enrico Dindo, Hans Jorgen Jensen, Raphael Wallfisch, Giovanni Gnocchi, Xavier Ganepain, Amit Peled, Natalia Gutman, Luigi Piovano, Francesco Dillon, Hanna Roberts e Jakob Spahn. Ha suonato con l’orchestra del Conservatorio “Maderna” di Cesena, con l’Orchestra Giovanile L. Cherubini, l’EY Young Talents Orchestra, la World Youth Orchestra, la Youth European Musicians Orchestra, l’Orchestra Pro Musica, l’Orchestra Nazionale dei Conservatori Italiani, il Collegium Musicum di Bologna e La Corelli di Ravenna; in quest’ultima compagine ricopre il ruolo di primo violoncello. È attivo con diversi ensembles cameristici, con cui si è esibito in festival e rassegne in Italia e all’estero (tra gli altri: Aurora Chamber Music Festival, Suona Francese, Musica tra le antiche mura, Giovani in Musica di Ravenna, Incontri Mitteleuropei, Apeldoorn Festival and masterclass, Gubbio Summer Festival, Lugo Music Festival, Forum de Violonchelo de España, Stagione dei Concerti al Circolo degli Ufficiali di Bologna, San Giacomo Festival e Imola Summer Festival). Suona in duo con il pianista giapponese Ryo Terukina, con il quale ha vinto il 2°premio al concorso di musica da camera “Premio Crescendo” di Firenze nel 2018. Si è esibito come camerista e in orchestra in Russia, Ungheria, Polonia, Francia, Inghilterra, Spagna, Svezia, Iran, Slovenia, Germania, Olanda, Danimarca, Austria, Ucraina, Cina e Repubblica Ceca. Suona un Violoncello Custode Marcucci del 1925. È inoltre attivo in progetti di musica originale con il trio EST.

L’iniziativa fa parte della rassegna “La mano, incrocio di saperi. Impronte di cultura fiorentina”, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Ricordiamo che gli eventidel Lyceum Club Internazionale di Firenze sono a ingresso libero, fino al raggiungimento del limite di posti disponibili (i posti riservati sono per i Soci del Lyceum e i loro invitati).