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Toscana Energia Green: la nuova società nel settore delle energie rinnovabili

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toscana_energiaFirenze - 16 Luglio 2009 - (Headline)  Fotovoltaico, gestione calore, teleriscaldamento, illuminazione e cogenerazione sono i settori in cui opera Toscana Energia Green, la nuova  società del Gruppo Toscana Energia. Nata da un progetto che vede coinvolti 100 comuni toscani e il partner industriale Italgas, Toscana Energia Green è stata costituita, rafforzando una preesistente società del Gruppo, per operare nella filiera dei servizi legati al risparmio energetico ed alle energie rinnovabili. La centralità di questo tema, che anche in Toscana ha visto l’approvazione da parte della Regione di un piano finalizzato a promuovere investimenti nella green economy, ha portato gli azionisti a convergere sul rafforzamento dei servizi legati al mercato energetico. Oggi Toscana Energia Green, che conta oltre 40 dipendenti, gestisce 5 impianti solari termici, il servizio energia in 600 impianti di importanti strutture ospedaliere e la pubblica illuminazione in 10 Comuni. Nel prossimo futuro l’obiettivo è di rafforzare le attività di energy service e di sviluppare ulteriormente il fotovoltaico. Oltre ad offrire già un pacchetto integrato in questo settore, che va dalla progettazione all’attivazione di finanziamenti alle coperture assicurative, la società sta lavorando per realizzare una centrale fotovoltaica di oltre 3 MWp, una tra le maggiori in Italia per la produzione di energia elettrica, e altri 10 impianti di potenza inferiore. E’ già stata effettuata una ricognizione per individuare sul territorio toscano un’area da destinare a questo progetto e, ad oggi, l’attenzione è rivolta ad una zona presente nel Comune di Pisa. “Con Toscana Energia Green - commenta il Presidente di Toscana Energia Lorenzo Becattini – abbiamo voluto puntare alla diversificazione delle attività attraverso i servizi legati alla green economy, fermo restando che il nostro core business è legato alla distribuzione del gas. Questa operazione ci consente inoltre di contribuire all’incremento degli investimenti sul territorio toscano. Le risorse che verranno liberate dalla vendita della partecipazione di minoranza di Toscana Energia in Toscana Energia Clienti saranno, infatti, investite interamente in Toscana Energia Green che potrà così disporre di adeguati mezzi finanziari per la realizzazione di importanti progetti nel settore delle rinnovabili”.  “Credo che debba essere riconosciuto a Italgas – aggiunge l’Amministratore Delegato di Italgas Domenico Elefante - il grande impegno volto alla creazione di una cultura interna di impresa sempre più attenta alle tematiche di ambiente, sicurezza e salute nonché alla costruzione di più solidi rapporti con il territorio e con le amministrazioni locali. Sono convinto che Italgas potrà continuare a contribuire in maniera significativa al benessere della collettività facendosi carico, nell'ambito di quanto le compete, dei nuovi diritti radicati nella Società attuale, e in particolare dei diritti delle generazioni future in un'ottica che definirei di equità intergenerazionale. Un equilibrio tra istanze economiche e ambientali, tra loro solo apparentemente indipendenti, un’etica gestionale, una capacità di esercire l’azienda con rigore economico e con competenza adeguata, ma anche il rispetto degli uomini e delle risorse naturali sono valori fondanti del nostro modo di essere e sono valori per noi irrinunciabili". “Siamo soddisfatti per la società e il suo sviluppo – ha sottolineato Angelo Falchetti, Assessore alle Partecipate del Comune di Firenze – quello di Toscana Energia Green è un progetto molto interessante: oltre a puntare sulle energie rinnovabili integra tutta una parte consolidata di servizi e di risorse tecniche e umane che vengono così valorizzate”. “Dopo i buoni dati di bilancio della Società capogruppo - dichiara il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi - cominciano a decollare le nuove prospettive strategiche. S’investirà sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico. Toscana Energia Green avrà una missione importante. Affiancare i comuni, insieme ad altre aziende toscane del settore, per realizzare un’innovazione di portata straordinaria per la nostra regione e in primo luogo per la città”.  (Headline)

 

Nasce al Meyer di Firenze il primo Trauma Center pediatrico d'Italia

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aarjyzvo1Firenze - 24 Aprile 2009 - (Headline) Il primo trauma center pediatrico d’Italia nascerà all’ospedale Meyer di Firenze. La notizia è stata resa nota dall’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, Enrico Rossi, a margine delle iniziative di presentazione del convegno di simulazione pediatrica, previsto nel capoluogo toscano (Palazzo dei Congressi) i prossimi 22 e 23 Aprile con l’organizzazione di Enic Meeting & Events di Firenze. La struttura sarà appositamente dedicata al trattamento dei pazienti afflitti da gravi patologie traumatiche, che in mancanza di adeguate cure rischiano di divenire fatali. Grazie ad un sistema di coordinamento tra i vari ospedali periferici, i pazienti più gravi, verranno trasferiti in un’unica struttura di riferimento, dotata di competenze umane e tecniche all’avanguardia per accoglierli e curarli nel modo più adeguato. Il centro di riferimento sarà il Meyer, poiché si tratta di un ospedale pediatrico all’avanguardia dotato già di tutte quelle figure specialistiche come chirurgo, anestesista ortopedico e quant’altro, indispensabili per affrontare ogni tipo di trauma. Il progetto vedrà la  collaborazione tra l’ Università di Firenze, l’ Ospedale pediatrico Meyer, la Regione Toscana, il Children’s Hospital di Boston e l’Harvard Medical Faculty Physicians. Il Meyer, sulla materia, è protagonista di discipline innovative. Tra queste, la simulazione pediatrica, moderno strumento di formazione per medici e personale ospedaliero. Una pratica che prevede l’utilizzazione di particolari manichini i quali, collegati ad un computer, consentono la simulazione relativa alla presenza di patologie o di particolari casi clinici complessi, con l’obbiettivo di migliorare la qualità delle prestazioni di soccorso e garantire un livello più alto di sicurezza per i piccoli pazienti. Tutto questo in un ambiente di addestramento che non presenta rischi nè per il bambino nè per il medico. La formazione relativa alla simulazione pediatrica, all’interno dell’Ospedale Meyer di Firenze, è stata attivata nel marzo 2007. Si tratta di una prima fase, finalizzata ad ampliare la pratica clinica dei pediatri e del personale dei reparti dell’Area Critica (Pronto Soccorso, Rianimazione, Terapia Intensiva, Chirurgia) per gestire pazienti con politraumi. Le iscrizioni al convegno che ha la collaborazione della Fondazione Meyer, sono già aperte, con adesioni già arrivate da medici ed esperti provenienti da tutto il mondo. (Headline)

 

Miastenia Grave, da 25 anni Pisa è all'avenguardia nella cura alla malattia

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poster_miasteniaFirenze - 1 Aprile 2009 - (Headline) Ottenere un riconoscimento istituzionale sanitario per curare la miastenia grave all’interno del Dipartimento Cardiotoracico dell’ospedale Cisanello di Pisa, con un numero adeguato di posti letto specifici. La richiesta arriva dai 4000 malati che da ogni parte d’Italia affluiscono a Pisa per la cura di questa malattia rara. La miastenia è una patologia neuromuscolare di tipo autoimmunitario in cui viene alterata la trasmissione dell'impulso nervoso dal nervo al muscolo rendendo così difficile la contrazione muscolare, in misura maggiore quanto più essa viene ripetuta.

Con l'applicazione precoce e corretta delle terapie e, quando necessario, con l’asportazione chirurgica della ghiandola del timo, è oggi possibile far star bene le persone colpite da questa malattia anche se, nella maggior parte dei casi, si riesce, se non a guarirla, a contenerla con costanti aggiustamenti dei farmaci utilizzati, consentendo ugualmente ai pazienti una vita praticamente normale. Si tratta però di una malattia purtroppo ancora poco conosciuta e considerata, sia nell'ambiente medico sia esternamente. Una patologia ancora riconosciuta con difficoltà e per la quale possono trascorrere anche mesi o anni  senza che venga effettuata una giusta diagnosi ed applicati i presidi terapeutici specifici.

In Italia – anche se non esistono statistiche specifiche ed ufficiali – si ritiene che ne siano colpite  circa 12.000-15.000 persone.  Di queste, più di 4.000, vengono curate a Pisa presso l’Ambulatorio per la Miastenia e la Chirurgia del Timo dell’Ospedale Cisanello, dalla dottoressa Roberta Ricciardi che, dopo essere stata affetta lei stessa dalla malattia ed esserne guarita, da 25 anni dedica la propria vita e professionalità alla cura e all’aiuto dei pazienti affetti dalla sua stessa malattia, che provengono da ogni parte d’Italia e dall’estero.

Per sensibilizzare le istituzioni sulle necessità di questa malattia e per dar voce ai malati, in occasione del 25° anniversario di attività,  l’Associazione Italiana Miastenia ha organizzato un convegno dal titolo “25 anni di miastenia a Pisa. Luci ed ombre nell’esperienza di cura di questa malattia”, che si è svolto  nell’Aula del Dipartimento Cardiotoracico dell’Ospedale Cisanello. Fra gli intervenuti, numerosi esperti dell’A.O.U.P (Azienda Ospedaliera-Universitaria Pisana) fra cui neurologi, chirurghi toracici, pneumologi, anestesisti-rianimatori, infermieri, l’arcivescovo di Pisa, monsignor Giovanni Paolo Benotto, i vertici dell’A.O.U.P., il preside della facoltà di Medicina dell’Università di Pisa prof. Luigi Murri e l’assessore regionale alla salute Enrico Rossi. Fra i relatori anche i giornalisti Giovanni Paolo Fontana della Rai, ed Emilio Carelli, direttore di Sky Tg 24. “In 25 anni di attività – dice Roberta Ricciardi - migliaia di pazienti sono stati curati bene e riportati a condizioni di vita spesso ottimali. La cura della  miastenia, a Pisa, si svolge oggi prevalentemente nell’ ambulatorio per la Miastenia e la Chirurgia del timo all’interno del Dipartimento Cardiotoracico dell’Ospedale Cisanello di Pisa e, grazie alla strettissima collaborazione con il Prof. Alfredo Mussi della Chirurgia Toracica pisana, i malati miastenici da operare di timectomia hanno trovato anche chirurghi toracici di eccezione, anestesisti specializzati e un reparto accogliente e ricco di infermieri attenti, affettuosi e professionalmente molto preparati nella gestione delle varie problematiche del paziente miastenico.”

Da quanto emerge dalle esperienze ascoltate dai pazienti si evidenzia però che un Ambulatorio non è più sufficiente per la gestione di tutti questi ammalati che spesso arrivano a Pisa in condizioni gravissime e con importanti problematiche respiratorie e di deglutizione. Ecco perché i pazienti chiedono che a Pisa venga realizzata una sezione, istituzionalmente riconosciuta, dedicata specificatamente alla cura  della Miastenia e della Patologia Timica correlata. In questo modo, dicono i pazienti, questa malattia, che richiama ammalati da ogni parte d’Italia, potrebbe così trovare a Pisa finalmente anche un’identità sanitaria istituzionale e posti letto dedicati per tutti i ricoveri necessari.  (Headline)

 

Firenze capitale mondiale della simulazione pediatica

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logo-meyer1Firenze - 17 Marzo 2009 - (Headline)  Un manichino per formare i medici pediatri, infermieri ed altri professionisti del sistema sanitario e garantire un più alto livello di sicurezza per i piccoli pazienti: è questo l’elemento che caratterizza la Simulazione Pediatrica, disciplina medica innovativa che l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze sta sperimentando insieme al Children’s Hospital di Boston. Grazie al contributo che sta dando alla sperimentazione di questa pratica, la città di Firenze è stata anche scelta come sede del secondo Convegno Mondiale di Simulazione Pediatrica, che avrà luogo il 22 ed il 23 aprile al Palazzo dei Congressi. Il convegno, che nella sua prima edizione si è svolto a Stoccolma, sarà promosso da ‘Children’s Hospital Boston Simulator Program’ ed ‘Ospedale pediatrico Meyer’, con l’organizzazione curata da ‘Enic meetings & events’. I coordinatori scientifici del convegno saranno il dottor Peter Weinstock, del Children’s Hospital di Boston, Kevin Ban di Harvard Medical Faculty Physicians e Marco De Luca, dell’ospedale Meyer di Firenze.

L’innovativa disciplina della simulazione pediatrica rappresenta un moderno strumento di formazione per medici e personale ospedaliero. Una pratica che prevede l’utilizzazione di particolari manichini i quali, collegati ad un computer, consentono la simulazione relativa alla presenza di patologie o di particolari casi clinici complessi, con l’obbiettivo di migliorare la qualità delle prestazioni di soccorso e garantire un livello più alto di sicurezza per i piccoli pazienti, in un ambiente di addestramento che non presenta rischi ne per il bambino ne per il medico, (senza rischio alla vita).

La formazione relativa alla Simulazione Pediatrica, all’interno dell’Ospedale Meyer di Firenze, è stata attivata nel marzo 2007. Si tratta di una prima fase, finalizzata ad ampliare la pratica clinica dei pediatri e del personale dei reparti dell’Area Critica (Pronto Soccorso, Rianimazione, Terapia Intensiva, Chirurgia) per gestire paziente con politrauma.

Le iscrizioni al convegno che ha la collaborazione della Fondazione Meyer, sono già aperte, con adesioni già arrivate da medici ed esperti provenienti da tutto il mondo.

A margine dell’appuntamento congressuale, saranno organizzati specifici momenti informativi rivolti a genitori ed a tutti coloro che intendono avere informazioni specifiche sull’argomento. Il primo evento è previsto per il 21 aprile, alle 15, nell’aula magna della Presidenza della facoltà di medicina, all’interno del complesso ospedaliero di Careggi.

 

I colleghi giornalisti che vogliono partecipare al convegno possono telefonare allo 055602834 o inviare una e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo   (Headline)

 

Nel 2050 quasi due miliardi di persone saranno senza disponibilità d'acqua

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5b446aafe9339a55dlogo_georgofili1Firenze - 4 Marzo 2009 - (Headline)

Entro il 2050 circa 1.8 miliardi di persone vivranno in paesi o regioni con assoluta mancanza d’acqua ed oltre due terzi dell’intera popolazione mondiale potrebbe essere costretta a fare i conti con una situazione di forte scarsità. Questo è ciò che emerge dalle preoccupanti previsioni stilate dalla FAO e denunciate da Pasquale Steduto, responsabile dell’unità FAO per la valorizzazione e la gestione delle risorse idriche, Presidente di turno dell’Organismo Interistituzionale delle Nazioni Unite “UN Water” e protagonista dell’incontro organizzato oggi dall’Accademia dei Georgofili su “La risorsa idrica nel terzo millennio”. Steduto, nel corso dell’incontro ai Georgofili, ha illustrato i nuovi dati a disposizione dell’organismo internazionale. “Nel 2050 – spiega Steduto - si prevede che la popolazione raggiungerà circa i 9 miliardi di persone. Questo creerà una domanda fortissima, davanti alla quale ci troveremo in seria difficoltà”.

Secondo le previsioni, fino al 2030 ci sarà una crescita della domanda che viaggerà a ritmi doppi rispetto al tasso di crescita della popolazione. Se ne deduce che uno dei principali problemi con cui dovremo fare i conti sarà l’amministrazione responsabile, efficiente ed equa delle risorse idriche a disposizione. La limitata disponibilità d’acqua ci obbliga oggi ad affrontare varie questioni che vanno dal riscaldamento globale alla difesa dell’ambiente, fino ad un’introduzione responsabile e sostenibile della componente energetica.

Nel mondo, l’agricoltura è il maggior utilizzatore della risorsa idrica ed incide per circa il 70 per cento sull’intera quantità di acqua prelevata da falde acquifere (laghi e corsi d’acqua). La percentuale sale quasi al 90 per cento in diversi paesi in via di sviluppo, dove si trovano circa tre quarti delle terre irrigue del pianeta. La scarsità d’acqua è più accentuata nelle zone più aride della terra, dove vivono più di 2 miliardi di persone e metà dei poveri del mondo.

Risposte alla poca disponibilità di questo bene, in ambito agricolo, si possono trovare nell’impiego di buone tecniche, che aiutino a far raccogliere una maggiore quantità di acqua piovana, ridurre gli sprechi nell’irrigazione e aumentare la produttività, insieme a cambiamenti nel tipo di coltivazioni e nelle abitudini alimentari dove, solo negli Stati Uniti, si spreca circa il 30 per cento di cibo.

Ma quali possono essere, in termini generali, le risposte concrete che possiamo dare per far fronte a questo problema? Secondo Steduto non esiste una soluzione unica, ma una serie di soluzioni che vanno dal riciclaggio delle acque, con una sensibile riduzione degli sprechi, alla desalinizzazione delle acque salmastre, fino alla diminuzione dei cosiddetti “consumi di lusso”. “Molti credono che la desalinizzazione delle acque salmastre possa notevolmente ridurre il problema” – dice Steduto – “Ma questa operazione non può, da sola, dare una risposta, bensì può essere solo una parte integrativa. Così come il riciclaggio, la riduzione degli sprechi e dei consumi di lusso”. “La chiave di volta – prosegue Steduto – si trova in una gestione efficiente delle risorse idriche a tutti i livelli. Un ruolo determinante è ricoperto anche dall’istruzione: un’educazione civica, a partire dai nostri figli, sarà determinante per gettare le basi di una società capace di adottare approcci flessibili, che mettano le persone nelle condizioni di avere l’acqua di cui hanno bisogno, preservando allo stesso tempo l’ambiente. Possediamo già oggi – conclude Steduto - le capacità per far fronte alla scarsità d’acqua. Ma dobbiamo agire subito”. (Headline)

 

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