Firenze, 21 gennaio 2012 - (Headline) Un nuovo modello di sanità, caratterizzato da team multidisciplinari e multiprofessionali, valorizzazione della sanità d'iniziativa, evoluzione delle cure primarie e migliore appropriatezza diagnostica e farmaceutica. Questo il risultato di un progetto sperimentale avviato in Toscana da Ordine dei Medici di Firenze e Ordine degli Psicologi della Toscana per il trattamento delle patologie, in particolare quelle croniche. Un modello di assistenza sviluppato all'interno del quadro prospettato dal nuovo Piano Sanitario e Sociale Integrato, avviato dalla Regione Toscana, che poggia sul medico di famiglia e, contestualmente, si avvale di altre figure professionali come lo psicologo. Il progetto è stato illustrato stamattina nell'incontro a Villa La Quiete, "Promozione dell'efficacia e della qualità nelle Cure Primarie". Nello specifico i lavori, avviati nel 2006, intendevano promuovere l'istaurarsi di un processo d'integrazione tra figure multidisciplinari per garantire un'assistenza sanitaria ai pazienti a 360°. Successivamente il Piano Sanitario Regionale 2008-2010 ha posto tra gli obiettivi strategici lo sviluppo di una "sanità d'iniziativa", ovvero di un modello assistenziale che – integrando quello classico della "medicina d'attesa", disegnato sulle malattie acute – fosse in grado di assumere il bisogno di salute ancor prima dell'insorgere della malattia, o prima che essa si aggravi, in modo tale da rallentarne il decorso. A livello territoriale, questo nuovo concetto di sanità, ha trovato la sua espressione nel Chronic Care Model, un nuovo modello di assistenza medica per i pazienti affetti da malattie croniche, dove i singoli componenti (medici generali, ospedali, territorio) interagiscono tra loro per offrire un servizio completo. In questo contesto lo studio avviato dall'Ordine dei medici di Firenze e dall'Ordine degli Psicologi della Toscana, ha voluto prendere in esame 3 gruppi di lavoro sperimentali, attivi nel trattamento delle patologie croniche. Ogni gruppo aveva il compito di ritrovarsi periodicamente per valutare e fare una scrupolosa analisi sui risultati ottenuti. All'interno di ogni equipe la figura dello psicologo aveva il compito di ottimizzare le risorse, facilitando soprattutto i rapporti tra gli operatori. I medici presenti alla mattinata di oggi, hanno messo in evidenza come un modello operativo che includa la presenza dello psicologo – come facilitatore delle dinamiche relazionali interne all'equipe – determini risultati significativi in termini di miglioramento della qualità delle cure prestate agli assistiti (con particolare riferimento alle problematiche della cronicità). Un altro ruolo altrettanto importante dello psicologo, consiste in un intervento di facilitazione della prevenzione a due livelli: rallentare il passaggio da fragilità a cronicità e limitare i danni di patologie croniche una volta insorte. Un esito che evidenzia soprattutto come, in tempi di crisi e di risorse limitate, in Toscana si fa di necessità virtù, non richiedendo costi e tempi aggiuntivi alla medicina generale, quanto introducendo – all'interno di un diverso modello organizzativo - figure professionali che rendano migliore, in termini di efficacia ed efficienza, l'assistenza sanitaria ai cittadini. I risultati di questo progetto hanno confermato anche l'esistenza di un dialogo trasversale tra ordini professionali ed istituzioni, finalizzato a promuovere e sostenere politicamente ulteriori sviluppi legati all'implermentazione di un modello di sanità più efficiente. (Headline)
Nasce un nuovo modello di sanità: equipe multi professionali a stretto contatto per assistere il paziente a 360° 





