Tu sei qui: Home Dresda e l'Italia, un amore reciproco
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Cerca

Hlstampa.com

Headline
 

Dresda e l'Italia, un amore reciproco

E-mail Stampa PDF

dresden

Milano, 18 novembre 2011 - (Headline) "La Firenze del Nord", così viene chiamata Dresda da quando lo scrittore Johann Gottfried Herder vide lo splendore della città barocca, adagiata nella vasta valle del fiume Elba con i suoi campanili e le sue cupole. Come Firenze è sinonimo della cultura e dell'arte italiana, così anche Dresda è conosciuta come luogo delle muse e per le ricchezze innumerevoli dei suoi musei. Così tanti sono anche i legami fra Dresda e Firenze, la sua città gemellata. Già nel 1548 il primo Principe Elettore di Sassonia, Maurizio I., viaggiò in Italia conoscendo anche l'Arte Fiorentina. Nel 1588 il Principe Cristiano I. ha mandato il suo architetto preferito, Giovanni Maria Nosseni, a Firenze per farsi ispirare dai Monumenti Medicei. Questo influsso è ancora visibile nel cortile della scuderia con le sue colonnate e nel Castello Reale con le sue facciate decorate interamente con graffiti storici. Nell'epoca barocca anche altre città italiane hanno ispirato l'architettura di Dresda. Il re Augusto II. (1694- 1733), detto il Forte, affascinato dell'arte italiana, ha iniziato un progetto di trasformazione di Dresda in una seconda Venezia, costruendo palazzi lungo il fiume Elba che avrebbe dovuto emulare il ruolo del Canal Grande. Il palazzo manieristico - esotico di Pillnitz, il palazzo dello Zwinger con le sue fontane in stile toscano- romano, e tanti altri monumenti respirano l'aria italiana. La Frauenkirche dell'architetto George Bähr, pur es-sendo protestante, richiama con la sua cupola di 100 metri d'altezza, detta per la sua forma la "campana di pietra", l'architettura sacra già fondata dal Brunelleschi e Michelangelo. Bernardo Bellotto, detto Canaletto, ha dipinto questo duomo protestante varie volte. Questi quadri, per i loro dettagli, sono stati importanti recentemente per la ricostruzione dell'edificio, distrutto nella seconda guerra mondiale, che dal 2005 risplende nella sua antica bellezza. Augusto III. (1733-1763), figlio d'Augusto il Forte, ha chiamato il giovane architetto romano Gaetano Chiaveri a costruire la cattedrale cattolica. Come il padre, collezionava quadri, soprattutto italiani. La "Madonna Sistina" di Raffaello Sanzio, con i suoi angioletti, che celebra il suo 500° compleanno nel 2012, è ancora oggi l'ambasciatrice più conosciuta della pinacoteca "Alte Meister". I compositori di Dresda hanno avuto tanti rapporti con l'Italia. Già alla fine del '500 Heinrich Schütz, compo-sitore di corte, studiava presso Giovanni Gabrieli a Venezia. Lui ha scritto, probabilmente, la prima Opera tedesca, circa 40 anni dopo la creazione di questo genere di musica teatrale a Firenze. Cento anni più tardi Johann Adolf Hasse ha scritto a Dresda Opere italiane. L'orchestra di Dresda era tal-mente conosciuta già allora che lo stesso Antonio Vivaldi le ha dedicato i suoi più bei "Concerti Grossi". Dre-sda è rimasta capitale dell'Opera italiana in Germania fino al primo '800 con il suo ultimo rappresentante Francesco Morlacchi. L'amore per l'Italia è continuato anche nel XIX secolo. Innumerevoli pittori del primo romanticismo hanno viaggiato da Dresda in Italia per imparare lo spirito mediterraneo. Il famoso Architetto Gottfried Semper co-struì un Foro Romano delle arti; l'ingresso della pinacoteca è ispirato all'arco di Costantino a Roma. Il suo primo teatro riprese la forma del Colosseo, un vero tempio della musica, che si riscontra nell'attuale teatro "Semperoper". Nel 1852 il principe Albrecht di Prussia si è fatto costruire su una collina sopra l'Elba un palazzo in stile to-scano. Anche altre ville e case private hanno ripreso un elemento tipico dell'architettura fiorentina: una pic-cola torretta quadrangolare aggiunta agli edifici e un giardino con pioppi - evocando i cipressi - sono tipici della Firenze del Nord. In tal modo Firenze è entrata anche nella storia della letteratura di Dresda. Il re Giovanni (1854-1873) di Sas-sonia ha tradotto la Divina Commedia del gran poeta fiorentino Dante Alighieri. Questa traduzione critica in versi è considerata ancora oggi la più fedele in lingua tedesca. Alla fine del secolo scorso sono nati anche legami familiari fra Firenze e Dresda. Maria Luisa, duchessa di Toscana della casa d'Asburgo si è sposata con il principe Federico Augusto III., l'ultimo re di Sassonia. Il matrimonio non è durato molto: lei ha lasciato il marito per sposare il compositore fiorentino Enrico Toselli. Della duchessa rimangono ancora dolci ricordi: una torta alla crema a lei dedicata nel Café Toscana e i due ristoranti "Luisenhof" e "Villa Marie". Nello stesso periodo, il teatro dell'Opera "Semperoper" rappresentava la prima tedesca della "Tosca" di Gia-como Puccini. Un contemporaneo di Puccini, il compositore napoletano che insegnava a Firenze, Francesco Cilea, creò un monumento musicale ad un figlio di Dresda. Maurizio, conte di Sassonia, e figlio illegittimo d'Augusto il Forte, è il protagonista dell'opera lirica „Adriana Lecouvreur", scritta nel 1902. Oggi, Dresda è meta di tanti turisti italiani che iniziano a riscoprire la più italiana delle città tedesche, che aspetta i suo ospiti dopo 40 anni di ristrette possibilità di contatti internazionali. Nel 2010 gli italiani sono arrivati al sesto posto tra i turisti stranieri. Due alberghi, il moderno "Hotel am Blauen Wunder" in stile venezia-no, l'"Hotel am Terassenufer", o il QF-Hotel oltre a vari ristoranti hanno una direzione italiana. Altri alberghi come l'Hotel „Elbflorenz" o l' Hotel „Leonardo" evocano l'ambiente italiano. Anche loro sono felici di approfondire gli stretti legami fra Dresda e l'Italia, specialmente con Firenze, che è dal 1978 la sua città gemellata. (Headline)

 

 

Chi è Online

 2 visitatori online

L'ARTE DEL COMUNICARE

Oggi non si può non comunicare.
Una comunicazione dinamica e veloce è l’arma vincente per affermarsi su un mercato sempre più competitivo, in un mondo in cui predomina l’immagine. Lo Studio Headline  può essere la soluzione  giusta per il successo!
Da anni lo Studio cura numerosi eventi e si occupa della comunicazione di realtà diverse.  
La gestione della comunicazione non è un’attività improvvisata, ma un lavoro che si costruisce nel tempo  e si basa sulla professionalità e sulla capacità di relazione con i media.

Notizie in tempo reale

Vuoi ricevere notizie e comunicati da Headline in tempo reale? Per farlo clicca sotto sul bottone RSS.
feed image

Ultimi articoli

Articoli più letti

Chi siamo

Lo studio “Headline-Giornalisti Associati” nasce nel 1996, per iniziativa di Leonardo Bartoletti e Riccardo Benvenuti, giornalisti iscritti all’Ordine Professionale ed operanti da anni nel settore della comunicazione.

  • Tel: +39 (055) 602834
  • Email: info@hlstampa.com