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Il sonno perso causa danni alla memoria e alla capacità di apprendimento

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rhIBRO2011Firenze, 18 luglio 2011 - (Headline) Perdere troppe ore di sonno potrebbe sembrare una questione banale, sentita e risentita, della vita moderna. Ma nuove ricerche nei Paesi Bassi indicano che l'impatto della perdita del sonno, nonostante non sembri influire sulle nostre performance del giorno successivo, può comparire dopo qualche tempo. Il cervello infatti compensa con altre aree meno flessibili gli scompensi derivati dal riposo trascurato. Il dottor Peter Meerlo, dell'Università di Groningen, Paesi Bassi, ha presentato una recente scoperta su come la privazione da sonno colpisce l'apprendimento e la memoria spaziali nel tempo. Il sonno è riconosciuto dagli scienziati come cruciale per l'apprendimento e la memoria. La perdita di sonno colpisce sopratutto una zona del cervello chiamata ippocampo, che è particolarmente importante per la memorizzazione di luoghi e posizioni. Adattare costantemente i ricordi alle mutevoli condizioni è essenziale per gestire le variazioni regolari di un ambiente, come ad esempio il tragitto da un nuovo posto di lavoro a casa, ha spiegato il dottor Meerlo. Il team ha stabilito che il cervello può temporaneamente compensare gli effetti da perdita del sonno modificando i meccanismi di apprendimento alternativi in altre aree. Il gruppo di ricerca dell'Università di Gronigen ha addestrato gruppi di topi in attività spaziali utilizzando stimoli ambientali; in labirinti per valutare la formazione della memoria e nella flessibilità. Dopo l'allenamento quotidiano i topi sono stati privati del sonno per cinque ore - una fase ritenuta critica per il consolidamento della memoria. Inizialmente i ricercatori non hanno osservato alcun effetto evidente causato dalla perdita di sonno. Ma dopo qualche tempo, soprattutto durante il cambiamento dell'allenamento, la performance dei topi è diminuita in modo significativo. "I nostri risultati confermano che la privazione del sonno colpisce l'ippocampo e l'apprendimento spaziale" - ha detto il dottor Meerlo - "ma ancora non capiamo perché alcune aree del cervello sono più sensibili alla perdita del sonno rispetto ad altre. Il nostro studio ha dimostrato però che non c'è bisogno di perdere troppo sonno per diminuire la memoria, anche il momento in cui si perde il sonno è altrettanto importante. Se avviene nella fase del consolidamento, una perdita di sonno, seppur breve, potrebbe essere sufficiente a causare dei deficit abbastanza seri". (Headline)

 

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