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Un fronte comune per difendere la montagna dai disservizi postali

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logo-uncem-toscanaFirenze, 27 giugno 2011 - (Headline) UNCEM Toscana, ADUC e Legambiente sostenute dall'Onorevole Ermete Realacci faranno fronte comune sui disservizi postali, in particolar modo nelle zone montane. Sempre più numerose segnalazioni da parte degli Enti montani stanno arrivando a Uncem Toscana riguardanti i disservizi relativi al servizio postale erogato da Poste Italiane. I soggetti riguardanti le segnalazioni risultano in prevalenza gli abitanti dei comuni montani, in particolare quelli piccoli, che storicamente sono i più difficili da servire, ma i disagi sono segnalati sempre più spesso anche in aree montane più vaste. Le tipologie più frequenti dei disservizi postali che sono state ad oggi riscontrate sono la riduzione dell'orario di ufficio, la riduzione del servizio di distribuzione della posta e, ancor peggio la chiusura degli uffici postali. In seguito anche al black-out informatico verificatosi nei giorni scorsi, che ha bloccato gli uffici postali in tutta Italia, in montagna si sono rilevati ancora di più disagi. L'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) informa che sono migliaia le persone che hanno subito un danno. La riduzione dell'orario di ufficio e del servizio di distribuzione della posta, per non parlare della chiusura, comportano spesso un calo incolmabile della qualità del servizio che, rientrando nel cosiddetto "servizio universale", dovrebbe essere garantito a tutta la cittadinanza. Invece a pagare le conseguenze di tutto ciò sono soprattutto i residenti delle aree montane. Ad esempio un cittadino di una zona montana, magari anziano, che non ha potuto ritirare un plico o un pacco deve recarsi all'ufficio postale più vicino a casa, che spesso poco servito da mezzi pubblici, nè tantomeno aperto in base ad orari canonici. UNCEM Toscana ha avviato da tempo un monitoraggio continuo sugli enti montani interessati dai disservizi postali, da cui emerge che i disservizi di Poste Italiane stanno aumentando in modo preoccupante. Inoltre UNCEM Toscana è presente ai tavoli istituzionali regionali creati per discutere dei disagi e istituire un contatto diretto con Poste Italiane per aprire un dialogo su tale criticità. A seguito del quadro critico sollevato da UNCEM Toscana e dalla Regione per la chiusura degli uffici postali e per i continui disservizi nei piccoli comuni e nelle aree montane, l'On. Ermete Realacci, Responsabile Green Economy del Partito Democratico, ha sollevato un'interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico, in cui viene sottolineato che il servizio postale è una necessità per moltissimi cittadini che vivono in zone periferiche e, pertanto, Poste Italiane non può decidere da sola dove chiudere e dove tenere aperto. "La riduzione dell'orario di ufficio- si legge sull'interrogazione - del servizio di distribuzione della posta, per non parlare della chiusura dell'ufficio, comportano spesso un calo incolmabile della qualità del servizio che, rientrando nel cosiddetto servizio universale, dovrebbe essere garantito a tutta la cittadinanza, specie quella territorialmente meno fortunata". "Il servizio postale è una necessità– ha commentato l'On Ermete Realacci primo firmatario dell'interrogazione presentata in Parlamento per mettere in fila i molti disagi scaturiti dalle chiusure e dalle riduzioni sempre più fitte dei servizi postali. Come previsto dalla legge per i piccoli comuni di cui sono primo firmatario insieme all'On. Maurizio Lupi, il servizio postale è uno di quei servizi essenziali alla sopravvivenza della comunità. Non è comprensibile che il ministero, che ha la responsabilità politica e amministrativa del contratto di servizio attraverso cui opera Poste spa, sia sordo verso le ragioni di milioni di cittadini penalizzati da un servizio sempre più rarefatto e sporadico e non più garantito". "Troppo malcontento intorno a Poste, è inaccettabile tutto questo – ha commentato il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani – perché i disservizi di Poste aumentano in modo preoccupante e si sommano alla situazione esistente già grave lamentata dall'utenza come la riduzione dell'orario di ufficio, la drastica riduzione del servizio di distribuzione della posta, la definiva chiusura. Si pensi alle conseguenze soprattutto per i residenti anziani. In questa fase è fondamentale studiare quali percorsi sono fattibili per far emergere il disagio dei cittadini nei confronti di Poste Italiane. Per fare questo è sicuramente necessario l'apporto di tutti i soggetti, istituzionali e non, coinvolti in questo contesto". "Disagi per gli abitanti a causa dei tagli ai servizi postali con chiusura degli uffici o riduzione degli orari in tanti piccoli comuni montani. Questi i disagi che si sono aggravati nei giorni scorsi con il black out che ha interessato l'intero servizio delle poste" – dichiara Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana – "C'è un'Italia e una Toscana dei piccoli comuni che si distingue per essere molto laboriosa ma viene continuamente penalizzata con i tagli a servizi territoriali. E' una situazione inaccettabile che richiede risposte adeguate – conclude Baronti". "Per i cittadini l'unica strada perseguibile è quella giudiziaria – spiega Vincenzo Donvito Presidente di ADUC -. Vogliamo che ogni cittadino che ha avuto un danno, lo quantizzi e ne faccia richiesta a Poste seguendo la strada giudiziaria". I moduli per far partire il procedimento sono scaricabili sul sito di ADUC www.aduc.it. Ricordiamo in conclusione che in Toscana ci sono circa 55 comuni che rischiano la chiusura o l'apertura ridotta dei propri uffici postali. (Headline)

 

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