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Uncem e Legautonomie dal Prefetto: la manovra finanziaria attacca il sistema montagna

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uncemFirenze - 13 giugno 2010 - (Headline) Un sostegno per salvaguardare il "Sistema Montagna", come modello di nuova organizzazione sociale ed economica. E' stato chiesto  al Prefetto di Firenze Andrea De Martino, dal Vice Presidente Nazionale UNCEM e Presidente UNCEM Toscana Oreste Giurlani, dal Presidente di Legautonomie Toscana, Andrea Barducci e da una delegazione di Sindaci toscani in occasione della "Giornata della Mobilitazione montana nelle Prefetture di tutta Italia". Gli amministratori della montagna italiana hanno consegnato, infatti, nelle mani dei Prefetti, l'ordine del giorno approvato lo scorso 1° luglio dal Consiglio Nazionale dell'UNCEM, dove si ribadiscono nuovamente i gravi problemi creati dalla manovra finanziaria soprattutto ai piccoli comuni montani. In Toscana l'iniziativa si è svolta unicamente presso la Prefettura di Firenze. La delegazione ha illustrato al Prefetto i punti centrali del documento e De Martino ha interessato stamani stesso gli uffici della Camera per far giungere immediatamente la voce dell'UNCEM Toscana. Nel documento si spiega ancora una volta che le zone montane stanno divenendo luogo e modello di organizzazione sociale, economica, dei servizi in funzione dello sviluppo locale e di quello complessivo di tutto il paese. In montagna, hanno spiegato gli amministratori al Prefetto, si sta lavorando per elaborare un moderno programma di sviluppo economico e sociale, questa sperimentazione potrà poi, essere un modello per tutto il territorio nazionale, ma la manovra finanziaria elaborata da Governo, potrebbe mettere a rischio tutto il lavoro fatto fin'ora. Giurlani e Barducci hanno poi spiegato a De Martino che i provvedimenti della manovra finanziaria non corrispondono a un coerente disegno di sistema, soprattutto riguardo le problematiche e le soluzioni adottate per i territori montani, le comunità montane ed i comuni di minore dimensione demografica, quasi sempre collocati in montagna. Al Prefetto è stato inoltre spiegato che, secondo UNCEM e Legautonomie, va adeguatamente rivista e valorizzata la funzione istituzionale dell'organizzazione di governo della montagna, attraverso le Comunità montane-unioni di comuni rinnovate e riordinate dalle leggi regionali previste dalla finanziaria 2008, unico strumento associativo obbligatorio dei Comuni montani, con l'obiettivo di costruire sistemi territoriali che siano capaci di integrare ed arricchire l'offerta di vita associata, in una visione produttiva e non assistenziale dello sviluppo. Oltre a questo è stato riferito a De Martino che l'azzeramento delle indennità per i presidenti e gli assessori delle Comunità montane, oltre che delle Unioni dei comuni, impedirà ad un'intera categoria di amministratori di mettersi al servizio dei cittadini. "Abbiamo detto al Prefetto di Firenze - spiega il Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani - che rifiutiamo la rigidità e il metodo dilatorio seguito finora dall'Esecutivo nell'affrontare con spirito di reale e leale collaborazione con Regioni ed Enti locali montani le problematiche che hanno i nostri territori. Al Prefetto, in quanto rappresentante locale dell'esecutivo, abbiamo chiesto di farsi portavoce delle nostre richieste al Governo". "Mentre il Governo centrale aumenta le sue spese -ha dichiarato il Presidente di Legautonomie Andrea Barducci - e ogni tanto s'inventa un nuovo ministro, la mannaia della finanziaria si abbatte sugli enti locali. Ma, di fatto saranno tutti i cittadini, e maggiormente quelli che abitano nelle zone montane, a pagare l'inevitabile ridimensionamento dei servizi. Si tratta di una  vera tassa occulta imposta dal Governo. Basti pensare che in Toscana il settore dei trasporti locali sarà tra i più colpiti, con un taglio di 200 milioni su un totale di spesa di 500. Poi  fondi agricoli trasferiti alle province per 30 milioni su una spesa complessiva di 50; L' istruzione e cultura, con un taglio  complessivo di 50 milioni su una spesa di 80. Ciò potrebbe significare il blackout totale dei servizi di trasporto su gomma e il dimezzamento delle risorse per il diritto allo studio (da 30 a 15 milioni di euro)". (Headline)
 

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