Firenze - 10 maggio 2010 - (Headline) Attività fisica ed una ‘sana’ dieta mediterranea sono i migliori fattori di prevenzione nei confronti delle malattie cardiovascolari e della loro evoluzione negativa. La conferma arriva dal dott. Salvatore Pirelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco). In occasione della presentazione del libro ‘L’arte perduta di guarire’, del premio Nobel Bernard Lown, l’Anmco lancia un appello a tutti i cittadini: ai primi dolori al petto, che potrebbero rappresentare l’avviso di un imminente infarto, è necessario chiamare subito il 118. Arrivare presto in ospedale, infatti, è indispensabile per ridurre il danneggiamento del muscolo cardiaco ed evitare, in futuro, l’insufficienza cardiaca. “Agendo con tempestività – spiega il dott. Pirelli – si può intervenire tramite rivascolarizzazione meccanica (angioplastica coronarica) in modo da ridurre notevolmente la percentuale di muscolo danneggiato”. Ogni anno in Italia si registrano 150mila casi d’infarto. Di questi, solo il 3% risulta mortale se si interviene con rapidità. Al contrario, un intervento con tempi più lunghi può far salire la percentuale di mortalità fino al 10%. Oltre un milione – sempre secondo i dati Anmco - sono le persone che, nel nostro paese, convivono attualmente con problemi di natura cardiovascolare. “E’ evidente - aggiunge il dott. Pirelli - che la loro qualità della vita è condizionata, soprattutto nei casi d’insufficienza cardiaca, ovvero quando il cuore non riesce a spingere adeguatamente il sangue”.
Sul fronte della prevenzione, dunque, oltre ad evitare fattori di rischio ‘classici’ (come fumo, ipertensione ed ipercolesterolemia) l’Anmco suggerisce attività fisica regolare e rigorosa dieta mediterranea: “Abbiamo per lungo tempo mangiato bene senza saperlo – prosegue il dott. Pirelli - con poca carne rossa ed un’adeguata quantità di frutta e verdura. Poi siamo passati, senza troppa consapevolezza, ad una dieta più evoluta ma meno logica per il nostro cuore. Ma vegetali, frutta, verdura e - perchè no? - olio di pesce rappresentano ancora validi elementi in grado di aiutare la prevenzione delle malattie cardiovascolari”. Buone notizie, dall’Anmco, arrivano in prospettiva futura: “La rete delle cardiologie italiane – spiega il dott. Pirelli - si accinge ad affrontare una nuova sfida per sviluppare la personalizzazione delle cure cardiovascolari: la scoperta di nuovi meccainismi di malattia può partire dalla osservazione dei casi che più deviano dal comportamento clinico atteso. Anche questa volta – conclude il presidente dell’Anmco - siamo convinti di potere arrivare a risultati importanti, perchè abbiamo la curiosità di guardare avanti e la possibilità di attivare una rete collaudata di ricercatori”. (Headline)
Infarto: meno rischi con sport e dieta mediterranea





