Firenze - 28 novembre 2009 - (Headline) La gestione delle risorse umane è un settore importante per le aziende toscane. Che, però raramente utilizzano la figura dello psicologo nello svolgimento delle attività. E’ questo il dato che emerge da una ricerca promossa dall’Ordine regionale degli psicologi della Toscana, che ha voluto capire – attraverso un’adeguata indagine – quali sono le scelte relative alla gestione delle risorse umane all’interno delle aziende. La ricerca si intitola “Un’indagine sulla gestione delle risorse umane in Toscana” ed è stata effettuata dal gruppo di Psicologi del lavoro dell’Ordine degli Psicologi della Toscana. Le interviste sono state sottoposte a 260 aziende pubbliche (il 42,3%) e private (il 57,7%). La maggioranza delle realtà prese in esame è quella degli Enti locali (pubblica amministrazione, comuni, province, regioni, centri per l’impiego), mentre le strutture più piccole sono di natura privata. Il questionario serve per comprendere l’uso della funzione di gestione delle risorse umane: il 97,3% delle aziende intervistate ha una persona, all’interno del suo organico, che ha come funzione quella di gestione delle risorse umane. Nel 48,1% dei casi questa persona è un dirigente e nel 65,5% dei casi è laureato: il 16,2% in Giurisprudenza, il 14,6 in economia, 7,3% discipline umanistiche, ed il 2,7% in psicologia (laurea diffusa maggiormente in aziende piccole e private). La figura interna si occupa in particolare di analisi del fabbisogno del personale e reclutamento. Non esiste invece generalmente una figura interna che si occupa di progettazione di formazione ed erogazione di formazione, fino alla valutazione del percorso formativo. Quando le aziende toscane scelgono un esterno per questa funzione lo fanno basandosi sul rapporto qualità-offerta (il 56% è soddisfatto della scelta, il 65% dei delusi lo sono perché la proposta non era ben calata nel contesto aziendale). Alla domanda quali tipi di competenze si richiede a chi si occupa di gestione delle risorse umane, le aziende hanno risposto nel 78% dei casi di organizzazione aziendale, ma il 67% dei casi rispondono di psicologia. È infatti vero che quando ci si occupa di risorse umane delle conoscenze di psicologia siano necessarie e, spesso, chi lavora in questo campo si serve realmente di strumenti tipici dello psicologo. La differenza tra chi utilizza gli strumenti e lo psicologo è il fatto che quest’ultimo li conosce dal punto di vista teorico e pratico e ne ha, quindi maggiore padronanza. Alla domanda “quanto e in che modo incide la gestione delle risorse umane” nella gestione dell’azienda, il 98,4% degli intervistati la indica come “strategica”, perché si occupa delle dinamiche e delle relazioni interne. Secondo gli interpellati, dunque, la figura che gestisce le risorse umane si deve occupare in modo specifico di dinamiche relazionali. Competenze, queste, che sono proprie della psicologia e di professionisti adeguati e preparati. (Headline)
Risorse umane: le aziende toscane reclutano 'in proprio' ma formano all'esterno





