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Turismo congressuale: a Firenze 'vale' 86 milioni di euroe quasi duemila posti di lavoro

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logo-home-itaFirenze - 27 Novembre 2009 - (Headline) Più di mille eventi, per un totale di mezzo milione di presenze, oltre 86 milioni di valore aggiunto ed un numero non trascurabile di posti di lavoro a tempo pieno, valutati in circa 1800 unità: è questo il ‘valore’ della ricaduta del settore congressuale sulla città di Firenze, così come emerge dalla ricerca commissionata da ‘Enic Meetings & Events’, realizzata da Irpet in occasione del 45esimo anniversario dalla fondazione di una delle principali realtà operanti nel settore dell’organizzazione di eventi. Il lavoro di studio si è focalizzato sulle strutture congressuali fiorentine più rappresentative. Il quadro che emerge conferma come il settore congressuale costituisca, per Firenze, un filone economico redditizio ed in grado di mostrare significativi effetti moltiplicatori su numerosi settori produttivi della città. In particolare, la ricaduta del ‘congressuale’ si evidenzia sul settore turistico (alberghi e ristorazione) e su quello dei servizi, senza comunque escludere molti altri comparti produttivi del sistema economico fiorentino. I dati emersi dalla ricerca sono comunque da considerare inferiori rispetto a quella che è la realtà fiorentina. Nei risultati dello studio Irpet non rientrano, infatti, una serie di ‘micro-strutture’ e di ‘micro-eventi’ difficilmente monitorabili ma che, comunque, producono un loro impatto sul settore. Firenze è oltretutto la realtà maggiormente influente a livello di svolgimento di eventi congressuali. La conferma è tangibile nei dati forniti dall’Osservatorio Congressuale Italiano che nel suo rapporto “1 luglio 2008/30 giugno 2009” individua – sul territorio provinciale fiorentino - oltre diecimila eventi con 1,2 milioni di presenze, l’80 per cento delle quali si svolgono all’interno dell’area di Firenze-città. Questa è la conferma del ruolo di rilievo che Firenze occupa tra i poli congressuali italiani. I dati sono inoltre utili ad evidenziare la ‘tendenza’ (contrariamente alla ricerca Irpet, che ‘fotografa’ il settore in modo più specifico senza tendenza e comparazione) del segmento congressuale fiorentino ed a compararli con l’andamento degli altri poli congressuali italiani. I numeri fanno registrare un incremento del 2,3 per cento delle presenze, nel primo semestre 2009, rispetto al secondo semestre dell’anno precedente. Secondo una prima e sommaria considerazione, può sembrare che gli effetti della crisi non abbiano inciso in modo rilevante sul settore congressuale e che il quadro statistico sia, ancora, piuttosto confortante. Tuttavia, un’analisi più approfondita evidenzia come, all’interno del business congressuale, il settore turistico abbia risentito pesantemente del negativo periodo economico, soprattutto in relazione ai posti di lavoro persi all’interno delle strutture alberghiere. Un quadro che evidenzia la necessità, da parte delle amministrazioni, di affrontare politiche adeguate alla grande forza attrattiva, anche congressuale, di una città come Firenze.  Al momento attuale, in assenza di una visione globale e di un’adeguata strategia, la nostra città, rischia di rimanere esclusa dall’acquisizione dei maggiori appuntamenti congressuali a livello internazionale. Appare dunque necessario iniziare a considerare il settore dell’industria congressuale non come un ‘sotto-comparto’ del turismo, ma come una vera filiera produttiva, da ‘guidare’ anche attraverso adeguate scelte che interessino infrastrutture, strutture e politiche dei prezzi. Una ‘governance’ che permetta di ottenere sviluppo - in termini di qualità e quantità - dell'attività congressuale nella nostra città. Appare inoltre indispensabile far convergere l’impegno dei principali soggetti protagonisti della filiera verso visioni e strategie di sviluppo settoriale condivise, consolidando – soprattutto a livello internazionale - gli strumenti di promozione. (Headline)

 

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