Reti sociali a sostegno del welfare locale: il progetto prosegue
Venerdì 29 Gennaio 2010 17:16
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 Firenze - 29 gennaio 2010 - (Headline) Semplificare l’esercizio del diritto alla salute a tutti i cittadini, anche quelli che vivono nelle zone montane e supportare il personale sanitario nello svolgimento della propria attività. Sono questi gli obbiettivi principali del progetto “Reti Sociali a sostegno del welfare locale” coordinato da UNCEM Toscana e che vede l’adesione della Regione Toscana (Assessorato alle Politiche Sociali, Vicepresidenza Organizzazione e Sistemi Informativi), che ne gestisce la “Cabina di Regia”, ANCI ed UPI Toscana e 7 Società della Salute (Casentino, Mugello, Alta Val di Cecina, Colline Metallifere, Amiata Grossetana, Lunigiana, Area Pratese). Questa mattina è stato firmato il rinnovo del Protocollo d’Intesa fra i vari enti partecipanti alla presenza del Vice Presidente della Giunta Regionale Federico Gelli, dell’Assessore regionale alle Politiche Sociali Gianni Salvadori, e del Presidente di UNCEM Toscana Oreste Giurlani. Per il proseguimento del progetto la Regione stanzierà 350.000 euro, 80.000 euro saranno stanziati dalla Provincia di Massa Carrara e 15.000 euro per ogni Società della Salute. Tra gli elementi di questo progetto lo sviluppo e completamento della “Cartella Sociale Toscana”, che consiste in un sistema on line per la gestione delle pratiche relative agli interventi e prestazioni sociali e sociosanitari gestiti sul territorio dalle Società della Salute e di cui potranno dotarsi gli enti privi di strumenti. La Cartella Sociale Toscana rappresenta un tassello del sistema informativo regionale che sarà completato, sempre nell’ambito del protocollo, dallo sviluppo degli strumenti e delle regole necessari alla cooperazione applicativa tra i sistemi informativi attualmente in uso presso gli enti delle Società della Salute. Infatti, l’obiettivo di integrare servizi sociali e sanitari, incarnato dal percorso di attivazione delle Società della Salute (che oggi sono 28), rende appunto indispensabile la costituzione di un sistema informativo integrato e l’attivazione di un unico flusso di dati riguardanti i percorsi assistenziali integrati avviati sul territorio.
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Giorno della memoria la montagna fiorentina in visita ad auschwitz
Venerdì 29 Gennaio 2010 14:59
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 Firenze - 29 gennaio 2010 - (Headline) Giorno della Memoria, la Comunità Montana martedì a Auschwitz. La Montagna Fiorentina celebrerà, con un po’ di ritardo, il giorno della Memoria, ma lo farà con un viaggio che ricorderà bene gli orrori di quel terribile periodo della storia europea: con una visita ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau ospiti del comune di Brzeszcze, città polacca gemellata con il Comune di Londa. Oltre alla visita, però per celebrare il “Giorno della Memoria” la Comunità Montana ha già realizzato un’interessante iniziativa, dedicata ai giovani: ai ragazzi delle scuole medie, dei comuni che fanno parte della Montagna Fiorentina, è stato consegnato un segnalibro, dove nella parte davanti sono stampati una serie di “Triangoli” di vari colori, con i quali nei campi di concentramento si distinguevano le varie categorie di deportati, nel retro si spiega a chi corrispondevano i vari colori (Ebrei, zingari, Testimoni di Geova, deportati politici, asociali, portatori di Handicap, omosessuali). Ai ragazzi che frequentano la terza media, è stata anche regalata una spilla a forma di triangolo di colore rosso, all’interno della quale era scritto IT, questo perché proprio con questo contrassegno, quello dei deportati politici, erano identificati la maggior parte degli italiani detenuti nei campi di concentramento. L’iniziativa vuol far capire ai ragazzi che lo sterminio non è stato solo razziale, ma anche sociale politico, religioso e sanitario. Tornando invece al viaggio che faranno gli amministratori della Comunità Montana e dei comuni che ne fanno parte, questo è come già ricordato organizzato dalla cittadina polacca di Brzeszcze. Il 4 febbraio la delegazione accompagnata anche da una rappresentanza dell’ANED (associazione nazionale deportati), visiterà i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, compresi anche i maggiori sottocampi di Brzeszcze tra i quali, la miniera di carbone, dove venivano fatti lavorare i deportati. (Headline)
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UNCEM, la montagna toscana non vuole essere cancellata
Martedì 26 Gennaio 2010 15:23
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 Firenze - 26 gennaio 2010 - (Headline) “La Montagna Toscana non vuole scomparire” un messaggio forte ed importante è stato lanciato lunedì 25 gennaio al Congresso della Delegazione Toscana dell’UNCEM. Al congresso erano presenti tantissimi Amministratori montani, 98 sui 151 aderenti ad UNCEM, il Presidente della Regione Claudio Martini e numerosi Assessori della sua Giunta, Consiglieri regionali ed esponenti delle associazioni del mondo economico e sociale toscano. Da tutti con una sola voce è stato lanciato il nuovo grido di allarme legato alla finanziaria 2010, ma la montagna toscana ribadisce di non voler arrendersi. Attualmente UNCEM Toscana partecipa a ben 24 progetti tutti dedicati alla montagna, che spaziano dal sociale,alla sanità, all’innovazione tecnologica, alla scuola, agricoltura, bonifica, infrastrutture, viabilità, il tutto per far aumentare il benessere di chi vive nelle zone svantaggiate, isolate e lontane dai grandi centri urbani. Negli ultimi anni, nei comuni montani, la qualità dei servizi ai cittadini è nettamente migliorata, grazie all’impegno degli amministratori ed allo sviluppo delle gestioni associate, ma tutte le conquiste fatte, potrebbero essere cancellate con un colpo di spugna dalla finanziaria 2010. Nella Finanziaria 2010, infatti, sono stati tagliati i trasferimenti a favore delle comunità montane, ed una nuova classificazione fa si che “comuni montani” saranno definiti quasi esclusivamente solo quelli alpini. Attualmente in toscana sono montani 160 comuni (ben il 56% del territorio regionale è montano), con i nuovi parametri, saranno ritenuti tali solo quelli che hanno il 75% del loro territorio oltre i 600 metri, quindi nelle nostra regione, ne resteranno solo 24. A questi 24 comuni verrà erogato il 30% delle risorse prima girati alle Comunità Montane. Oltre un centinaio di comuni rimarranno soli con i loro disagi legati alla posizione geografica. Se tutto rimarrà così sarà difficile fornire ai cittadini servizi essenziali di qualità, si potrebbe addirittura arrivare a non poter garantire il trasporto per quei bambini che vivono in montagna e devono essere portati a valle per frequentare la scuola.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 26 Gennaio 2010 15:27 )
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